Pandemia e mercato immobiliare

by AdminUCB

Pandemia e mercato immobiliare

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Riflettendo su ciò che è successo improvvisamente circa due anni fa, siamo convinti ci si stia lasciando alle spalle il periodi più tetro, economicamente e socialmente, che le ultime generazioni possano ricordare.

Il settore Immobiliare ha risentito parecchio dell’urto pandemico; altre preoccupazioni hanno carpito il dibattito, poca la voglia di programmare il  futuro impegnandosi economicamente in mutui, sempre più difficilmente conseguibili, anche a causa delle sempre più scarse certezze lavorative. Questa somma di fattori ha portato ad una discesa dei prezzi di mercato, secondo studi NOMISMA, ma non solo, intorno al 2%, dato rinvenuto nelle grandi città, anche a Bologna.

Gli eventi recenti, la necessità di stare a casa e di limitare gli spostamenti, ha modificato l’inclinazione del mercato immobiliare; il cambiamento più è evidente è che la ricerca di immobili si è maggiormente orientata verso situazioni che comprendano spazi esterni, quali terrazzi abitabili e soprattutto giardini. Il “confinamento” ha risaltato l’importanza del poter “uscire” anche quando le condizioni non lo consentono.

I lavoratori, come sappiamo, si sono poi organizzati lavorando in casa, scoprendo lo smart working. Un vano della casa, in molte situazioni, viene deputato a tale scopo, al lavoro. Anche questo sta influenzando il mercato, nella consapevolezza che questa nuova modalità lavorativa, potrebbe estendersi, magari solo parzialmente, anche dopo la Pandemia. La ricerca dell’immobile, sia in vendita che in affitto, ha cambiato veste; deve considerare appunto anche lo smart wroking, soprattutto dove più persone coabitano e lavorano.

Il Governo ci ha aiutato con alcuni accorgimenti per poter arginare il disastro economico causato dalla crisi sanitaria;  quello forse più azzeccato, per stimolare il mercato immobiliare,  è rappresentato dii bonus 110% (ecobonus e sismabonus), che consentono importanti ristrutturazione del proprio bene, riuscendo ad affrontare lavorazioni considerate fino a ieri insostenibili. Persistono anche le altre agevolazioni, ovvero 50%, 65%  e 90%, potendovi abbinare la cessione del credito, così subito recuperabile senza attendere le previste annualità.

Grazie a questi provvedimenti abbiamo ripreso a pensare all’acquisto, svegliando particolarmente il mercato dell’usato, che da qualche tempo languiva. In questo ultimo semestre si è avuto un incremento delle vendite dello 0,3% un dato che ci incoraggia molto. Le persone hanno ripreso a sognare la casa giusta per le proprie esigenze familiari e questo fa pensare che siamo ad un passo dalla fine della crisi.

Teresa Macchelli

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